Intese tra governo italiano e Microsoft secretate?

L'associazione Software Libero (ASSOLI) che da tempo si batte per la diffusione e la corretta informazione a riguardo del software libero in Italia, ha recentemente pubblicato una lettera aperta indirizzata al ministro Brunetta chiedendo che venissero resi pubblici gli accordi persi tra governo e Microsoft. Si perché il nostro beneamato governo si prodiga tanto per informatizzare la PA, investendo fior fior di quattrini e quando si tratta invece di risparmiare sulle licenze, fa orecchie da mercante, tant'è che a suo tempo invitò a parlare in parlamento il delegato di Microsoft mentre il povero RSM ha al massimo raggiunto il retro-fuaié (si scriverà così?); ma questa non è altro che una delle tantissime situazioni in cui il governo non ha mai palesemente tenuto in considerazione altre alternative parimenti serie (software libero, se non si fosse capito).
Ora quello che in questa situazione mi preme particolarmente evidenziare, non è tanto il discorso MS, non-MS, ma che alla base di tutto ci sta la scelta dei formati e dell'accessibilità: i primi per questioni di fruibilità dei contenuti senza che questi siano vincolati a breve e a lungo termine dal software che vi può accedere, i secondi perché il mercato attualmente non è mono-piattaforma (ovvero non esiste solo Windows) e mono-utente (ovvero non siamo tutti uguali e privi di difetti).
Non prestare attenzione a questi due semplici fattori significa drogare un mercato e porre le basi per un futuro blocco tecnologico.